Oggi assemblea dei l avoratori della Novartis per affrontare il problema dei 24 lavoratori in mobilità, le preoccupazioni dei lavoratori su possibili licenziamenti in contrasto con l’ incremento notevole presentato nel 2009 dalla Novartis , azienda che gode buona salute e grande prestigio.Una situazione “caotica”, costellata probabilmente da previsioni sbagliate e sulle condizioni troppo favorevoli concesse dallo stato italiano alla casa farmaceutica Novartis nel contratto di acquisto dei vaccini, sulla quale la Corte dei Conti sta indagando, ma la sola indagine amministrativa non basta”. Per la Novartis l’incasso sarà pieno lo stesso. Nonostante il flop. Spuntano però le prese di posizione del Codancos e della Corte dei conti che potrebbero “minare” il contratto con la casa farmaceutica in relazione al risulato sull’uso del vaccino. Mentre a livello nazionale scoppiano le polemiche sul flop del vaccino contro il virus H1N1 e una campagna di immunizzazione definita “esagerata e dispendiosa”. Le cifre parlano chiaro: 24 milioni di dosi acquistate dall’Italia contro il virus H1N1 al prezzo di 184 miloni di euro, 10 milioni di dosi ritirate dalle fabbriche e distribuite alle Asl, 865mila effettivamente inoculate. La stragrande maggioranza delle confezioni resta stoccata nelle farmacie delle Asl. Insomma, frigoriferi pieni e tante polemiche su una campagna di immunizzazione mal preventivata. “Elio Lannutti, senatore dell’Idv, ricorda che “anche l’Organizzazione mondiale della Sanita’ ha mostrato la sua sensibilita’ agli interessi delle cause farmaceutiche che hanno lucrato attraverso una paura mediatica oltre 22 miliardi di dollari per vaccini che non sono serviti a nulla”.”A livello continentale- prosegue- il Consiglio d’Europa ha avviato un’indagine per verificare se ci sono state pressioni delle industrie farmaceutiche sull’Oms. “L’Italia dei Valori- conclude Lannutti- chiedera’ alla commissione di inchiesta sulla sanita’ di interessarsi della questione”. (murlo.blogolandia) |
Dalla formazione all'integrazione nella società europea
Il coordinamento regionale donne IDV e il coordinamento donne IDV Pisa in collaborazione con l'Alleanza dei Democratici e Liberali per l'Europa (ALDE), di cui l'Italia dei Valori fa parte, organizza un evento per rivolgersi alla cittadinanza affrontando il tema della pubblica istruzione. Si terrà un dibattito aperto per informare e sensibilizzare in merito all'attuale e urgente prospettiva delle riforme degli ultimi anni e sui risvolti nel panorama lavorativo e sociale europeo.
Venerdi 22 Gennaio 2010, ore 21.00,
PISA - Sala Granforum AC Hotel, via delle Torri 20
INTRODUCE: Gloria Panicucci, coordinatrice provinciale donne idv Pisa
SALUTI: Graziella Candeloro, coordinatrice regionale donne idv
Giuliano Fedeli, coordinatore regionale idv
Alessandra Petreri, vicepresidente della provincia di Pisa
INTERVENGONO:
Giovanni Bruno, Cobas Scuola
Marta Calamia, comitato insegnanti e genitori a difesa della scuola
pubblica
Maria Giovanna Trivella, ricercatrice CNR
CONCLUDE:
On. Niccolo' Rinaldi, capodelegazione IDV al Parlamento Europeo
e vicepresidente gruppo ALDE
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Gli Eventi del Coordinamento regionale Donne Italia dei Valori Toscana
“Più donne in politica, più democrazia:impariamo dall'Europa.
Responsabilità, strategie, proposte per il futuro”
Venerdi 22 Gennaio 2010, ore 17
Cenacolo degli Agostiniani
Via De' Neri n 15
EMPOLI
INTRODUCE :Anna Maria Daraio coordinatrice provinciale donne Italia dei Valori Firenze
SALUTI: Graziella Candeloro coordinatrice regionale Donne Italia dei Valori Toscana
INTERVENGONO Patrizia Bova counselor Claudia Corti psicologa
On. Niccolo' Rinaldi Capo Delegazione Italia dei Valori al Parlamento Europeo
Vice Presidente gruppo ALDE
Annalisa Fiore assessore Italia dei Valori Comune di Empoli
Cristina Scaletti assessore Italia dei Valori Comune di Firenze
Sara Vatteroni assessore Italia dei Valori Provincia di Massa Carrara
Giuliano Fedeli Segretario Regionale Italia dei Valori Toscana
CONCLUDE:
On. Fabio Evangelisti Vice capogruppo Italia dei Valori Camera dei Deputati
per info:
338.1413390
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Domenica 17 gennaio 2010, ore 15.00, a Pisa, presso l'AC Hotels, Via delle Torri, 20 si terrà l'assemblea territoriale provinciale per eleggere i delegati che parteciperanno al Congresso Nazionale del 5-6-7 febbraio a Roma.
Presiederà l'On. Niccolò Rinaldi Parlamentare europeo, saranno inoltre presenti Giuliano Fedeli Coordinatore regionale IDV e Michele Curci Coordinatore provinciale IDV.
Noi dell'IDV di Pisa parteciperemo con forte convinzione e forniremo il nostro contributo alla costruzione del nuovo progetto politico del nostro partito.
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Il 13 novembre 2009 si è tenuto ,a Siena, all’Hotel A thena il primo seminario ,sull’Europrogettazione,
completamente gratuito, promosso dal gruppo ALDE, in collaborazione con l’osservatorio sull’Europrogettazione IDV di Bruxelles e da Italia dei Valori Siena. Il Seminario,primo in Italia , verrà riproposto in altre realtà e avvicina a quello che è il mondo e il modo di presentazione di progetti per ottenere contributi dall’Unione Europea . Un seminario molto interessante e imnnovativo che ha visto una nutrita e molto interessata partecipazione. Il relatore ,Alessio Morganti, è riuscito in modo esemplare, attraverso un linguaggio semplice ,ma molto professionale , a far capire la metodologia che sta alla base della presentazione di una domanda di contributo da parte delle istituzioni all’ Unione Europea: ha fatto capire che bisogna cominciare a pensare europeo. Nel primo pomeriggio ci ha raggiunto l’Europarlamentare Niccolò Rinaldi , per una conferenza stampa sulll’argomento,con il coordinatore dell’Italia dei Valori di Siena Alessio Manetti
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Pubblichiamo il comunicato a Firma del Segretario Regionale del Partito dell'Italia dei Valori.
GIULIANO FEDELI
“Fissare adesso una data delle elezioni primarie per la Regione è come mettere il carro davanti ai buoi. Si rischia di far restare a casa gli elettori del centrosinistra, i quali non hanno l’anello al naso e capiscono che senza coalizione e programmi la politica serve solo a garantire la poltrona a qualcuno”.
Questo il messaggio che Giuliano Fedeli, segretario toscano di Italia di Valori, indirizza a Claudio Martini che deve firmare il decreto per le primarie in Toscana ed ad Andrea Manciulli, segretario regionale del PD, affinché evitino la logica del fatto compiuto.
“La forma ed i contenuti vanno assieme –ha affermato il segretario regionale di IDV- e credo che il PD non sia corretto a decidere da solo, perché ad ora non ha convocato nessun partito della potenziale coalizione ed il rispetto degli alleati è alla base per governare assieme”.
“Dopo che l’inciucio Pd/Pdl ha portato all’approvazione di una legge elettorale che ha tolto le preferenze e la possibilità di scegliere i rappresentanti da inviare in Consiglio regionale –ha continuato Fedeli- è prioritario centrare l’obiettivo delle primarie e riannodare il rapporto di fiducia con i cittadini, ridando valore alla politica. Prima di discutere di candidature e di date serve il confronto trasparente sulle alleanze, sull’apertura a nuove forze e movimenti politici, sul percorso per costruire la coalizione e sulle priorità dei punti del programma di governo dei prossimi cinque anni”.
Per questo ‘Italia dei Valori’ ha indetto, il 7 novembre a Firenze (Hotel Michelangelo), l’Assemblea programmatica degli eletti e degli amministratori della Toscana, dalla quale usciranno le posizioni del partito da confrontare con gli altri soggetti del centrosinistra.
“Invito, fin da ora, le forze politiche toscane –ha detto Fedeli- che vogliono partecipare a quella che Bersani ha chiamato ‘Coalizione di progresso’, ad aprire un tavolo di confronto a partire da metà novembre. La società toscana sta attraversando un difficile momento e tutti i partiti devono responsabilmente elaborare proprie piattaforme programmatiche per il governo della Regione, da mettere sul tavolo per la sintesi comune su cui l’alleanza dovrà essere sottoscritta e poi andare alle elezioni primarie”. |
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Il Partito dell’Italia dei Valori della Toscana ha promosso insieme a Rifondazione Comunista, Sinistra e Libertà, Verdi e Società Civile, due Referendum consultivi per cambiare la Legge elettorale toscana "madre del Porcellum".
La raccolta delle firme è promossa per la richiesta di referendum consultivo ai sensi dell’art. 76, comma 1 dello Statuto della Regione Toscana e in osservanza della Legge Regionale 23 novembre 2007, n. 62 ( Disciplina dei referendum regionali previsti dalla Costituzione e dalla Statuto).
Ecco di seguito i due quesiti referendari:
Siete favorevoli alla proposta volta a consentire agli elettori, mediante una modifica della legge elettorale, di poter esprimere una preferenza fra i candidati all’elezione del Consiglio regionale?
Siete favorevoli alla proposta volta a ridurre a cinquanta il numero dei consiglieri regionali mediante una idonea modifica dello Statuto regionale?
La Legge regionale toscana approvata il 30 luglio 2009 n. 31 è un imbroglio.
PD e PDL l’hanno voluta a tutti i costi : l’obiettivo conclamato erano la riduzione dei costi della politica attraverso la riduzione del numero dei consiglieri e l’introduzione di uno sbarramento al 4% quale quorum minimo per l’ingresso in Consiglio regionale.
Il risultato è stato che i consiglieri regionali in precedenza 50 con la legge attualmente modificata 65 sono stati ridotti a 53 + 2 evitando di riportarli a 50, ma con l’introduzione della norma che i componenti la Giunta regionale toscana non devono essere consiglieri regionali si arriva a 69 (55 consiglieri e 14 Assessori ).
Quindi con un artificio fra assessori e consiglieri si arriva a 69; 4 in più rispetto ai precedenti 65.
Il potere è tutto in mano alle segreterie regionali dei partiti in quanto in assenza del voto di preferenza i consiglieri regionali saranno nominati direttamente dai partiti secondo l’ordine di lista precostituito.
L’Italia dei Valori della Toscana si batte per la riduzione del numero dei consiglieri regionali portandoli dagli attuali 65 a 50 componenti.
Con il referendum si pone anche l’obiettivo di introdurre il voto di preferenza tornando a dare ai cittadini il potere di scelta superando le logiche e le pastoie delle segreterie di partito.
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Il Senato ha approvato nella seduta del 23 settembre lo scudo fiscale.
Questa legge è gravemente immorale, dannosa e pericolosa per il nostro Paese. Tre sono gli aspetti più gravi:
1) I disonesti sono premiati e pagheranno l’1% annuo sul denaro illegalmente portato all’estero e per un massimo di 5 anni. Ossia mentre gli italiani onesti, i lavoratori subordinati e le imprese leali pagano le tasse con aliquote che possono arrivare al 43%, i disonesti pagheranno al massimo il 5%. I disonesti vengono premiati ulteriormente. Infatti non sono punibili, con il pagamento dell’ 1% (massimo 5%) i reati di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o di altri documenti per operazioni inesistenti, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, occultamento o distruzione di documenti contabili, falsità materiale commessa dal privato, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, falsità in registri e notificazioni, falsità in scrittura privata , uso di atto falso, soppressione , distruzione o occultamento di atti veri, falsità in documenti informatici e copie autentiche in luogo di originali mancanti, false comunicazioni sociali, false comunicazioni in danno della società, dei soci o dei creditori e falso in prospetto. Questo è un indulto. Ma la nostra Costituzione all’articolo 79, prevede che l’indulto debba essere votato dai due terzi del Parlamento. La legge approvata dal Senato è, oltre che immorale, anche incostituzionale.
2) E’ stato abolito l’obbligo di segnalazione di cui all’articolo 41 del decreto legislativo 21 novembre 2007 n. 231. Tale decreto ha attuato la direttiva europea “concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo”. In virtù del decreto ora non obbligatorio, si era obbligati a denunziare le operazioni sospette di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ( articolo 41 del decreto suddetto). Il voto del senato consentirà alle organizzazioni criminali, anche a quelle terroristiche, di costituire liquidità nel nostro Paese per finanziare ulteriori operazioni criminali o azioni terroristiche. Invero, in questo modo il denaro sporco e quello destinato ad attività terroristiche, viene ripulito con Legge dello Stato. La legge votata dal Senato è quindi gravemente dannosa per il nostro Paese, è pericolosa, è in violazione di una direttiva europea di contrasto alle organizzazioni criminali e terroristiche. Il provvedimento aiuta la mafia, le organizzazioni criminali e quelle terroristiche, e in cambio lo Stato si fa pagare l’ 1% annuo del denaro sporco e illecitamente depositato all’estero.
3) Si stabilisce che la procura della Corte dei Conti potrà iniziare le indagini per danno erariale solo “a fronte di specifica e concreta notizia di danno” con la conseguenza ulteriore che anche in grado di appello potrà annullarsi l’esito di un accertamento di grave danno erariale sostenendosi che l’inizio delle indagini non era relativo ad una notizia “specifica e concreta”, anche se le indagini hanno portato all’evidenza di un gravissimo, specifico e concreto danno erariale. Questo prevede la legge.
Il giudizio che l’Italia dei Valori da di questo provvedimento è che esso si caratterizza per essere contro gli italiani onesti, a favore della immoralità. Questa legge è gravemente immorale, dannosa e pericolosa per il nostro Paese. ( Luigi Li Gotti)
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Riportiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato sul Cittadino online del 2 settembre 2009. Un ordine del giorno rivolto al Governo perché riveda le proprie politiche sulla scuola, che stanno provocando una riduzione di efficacia e di qualità del sistema scolastico. E’ quello che sarà presentato in occasione del prossimo consiglio provinciale, che si svolgerà mercoledì (9 settembre), dai gruppi consiliari del Partito democratico, dell’Italia dei Valori e di Sinistra e Liberta.
Le scelte di riforma della scuola operate dal governo produrranno guasti enormi al sistema scolastico. Ora a pochi giorni dall’apertura delle scuole è del tutto evidente la difficile realtà in cui si trova la scuola pubblica. Come maggioranza consiliare metteremo in campo tutti gli strumenti disponibili per difendere l’attività e la qualità delle scuole della Provincia senese, consapevoli che l’Amministrazione Provinciale è da sempre impegnata ad una politica formativa di qualità, come dimostrano, per esempio, gli investimenti fatti nelle strutture scolastiche.
Il ministro Gelmini, il governo e tutta la maggioranza hanno parlato di riforma, che non ci sarebbero stati ridimensionamenti, dell’importanza del grembiulino, del voto in condotta, dell’innovazione del maestro unico, dell’insegnamento del dialetto, di test attitudinali per gli insegnati. La realtà, oggi, con la quale fare i conti è quella dei tagli agli organici del personale docente e amministrativo, saranno 25mila i precari che ‘rimarranno a casa’; della riduzione delle risorse e della conseguente diminuzione dell’offerta formativa. Questo, nonostante sia cresciuta, anche nella nostra provincia, la domanda di tempi scolastici più lunghi, così come è aumentato il numero degli iscritti e degli alunni che hanno maggiori bisogni educativi.
I rischi legati alla disastrosa situazione finanziaria e organizzativa in cui versa la scuola: le famiglie potrebbero essere chiamate a contribuire alla spesa scolastica; si avranno classi con alunni più numerosi; meno insegnanti per i bambini che hanno bisogno di sostegno; riduzione delle ore e potrebbero esserci delle interruzioni nelle supplenze. Dalle sentenze dei ricorsi al Tar, alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Conti, risulta chiaro che il Governo ha tagliato gli organici, stravolto l’assetto organizzativo e didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi, ‘sconfinando’ in aree di competenza delle Regioni, come nel caso del dimensionamento scolastico.
Riguardo alla perdita di posti di lavoro degli insegnanti e del personale Ata è paradossale che, nel mezzo di una grave crisi economica, in Italia il governo non solo sia immobile, ma concorra a distruggere posti di lavoro, in un settore essenziale come quello della scuola”.
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La cauzione di 40 euro per chi non ha la domiciliazione deve far riflettere sulla Gestione del Servizio Idrico e dell’ Acquedotto del Fiora S.P.A.La morosità non si fa pagare ai cittadini onesti, questo è il punto di partenza e dobbiamo riflettere su una gestione così fatta:
chi trae beneficio dalla privatizzazione del Servizio Idrico?
I cittadini o gli azionisti degli Enti di Gestione ?
Vogliamo esprimere tutte le nostre riserve sull’opportunità o meno di istituire un deposito cauzionale, in un momento di grandi difficoltà per i lavoratori e per il reddito delle famiglie, un deposito cauzionale che ormai non è più richiesto da alcun Gestore di servizio pubblico, la dove c’è concorrenza. L’Assemblea dei Sindaci dell’AATO 6 era legittimata a deliberare sulla cauzione e sugli eventuali aumenti tariffari, ma politicamente questa è una scelta non condivisibile. Privatizzare l’acqua senza concorrenza porta ad un risultato fallimentare, in quanto non offre scelta ai cittadini, i quali subiscono aumenti incontrollati delle tariffe, e come in questo caso cauzioni non giustificate, senza poter cambiare il proprio venditore d’acqua.
Occorreche gli Enti Locali si riapproprino del ruolo di governo e di controllo del funzionamento del Servizio Idrico Integrato, occorre prima di intervenire sulle tariffe rendere maggiormente efficiente tutto il ciclo delle acque, dalla sorgente alla depurazione finale ed in questo quadro in primo luogo occorre minor spreco della risorsa idrica, non solo per gli usi diversi da quelli potabili, è altresì necessario rendere maggiormente efficiente la rete distributiva recuperando quel 35/40% di acqua che esce dalle condotte.
L’altro rischio è quello di vedere il soggetto controllato, anche controllore di se stesso, in quanto l’Autorità di controllo assegnata ai comuni vede quest’ ultimi anche proprietari ed azionisti delle Società di Gestione.
Riteniamo, per le ragioni sopra illustrate, di dover aprire un confronto politico, serio, sulla necessità o meno di mantenere privato il Servizio Idrico Integrato, occorre che i cittadini tornino ad essere, attraverso i Comuni, i veri controllori del ciclo delle acque, come dovrebbe essere in una Democrazia compiuta.
Roberto Vulpo
Segreteria Provinciale Italia dei Valori di Siena.
Responsabile Enti Locali. |
Lettera al Corriere di Siena.
Egregio Direttore,
l’articolo “Geotermia, un’occasione non sfruttata” pubblicato domenica 30 agosto sul Corriere di Siena nella pagina dell’Amiata ci spinge ad alcune considerazioni. L’ignoto estensore si rammarica per “il mancato avvio, negli anni passati, di iniziative quali le famose fabbriche nella valle” e, prendendo spunto dalla sponsorizzazione da parte di Enel per il concerto in ricordo di Fabrizio De Andrè tenutosi recentemente a Piancastagnaio, sembra rimpiangere quella pacifica accettazione delle attività geotermiche che avrebbero permesso “di stare al passo con tutti gli altri paesi che sfruttano la geotermia”. Senza voler difendere alcuno, Grilli Parlanti o Comitati vari cui allude l’estensore della lettera, è utile ricordare che senza le manifestazioni di protesta contro lo sfruttamento geotermico, di questo tipo di sfruttamento geotermico a danno del delicato habitat amiatino, nessuno avrebbe sponsorizzato nulla così come è avvenuto per oltre trent’anni. Per quanto concerne la prima parte della lettera, invece, evidentemente il riferimento rimanda a quel Patto Sociale insito nel “Progetto Amiata” pensato negli anni ’70 del secolo scorso per ricollocare ex minatori e poi addetti forestali, circa 2500 unità, dopo la chiusura delle miniere di mercurio. Tutti sappiamo come andò a finire la storia di quel Progetto. Al prezzo di svariati miliardi (in lire dell’epoca) e sotto l’occhio non vigile di una politica miope e quindi non proprio lungimirante, il Progetto Amiata partorì il classico topolino, cioè quasi nulla. Il calore geotermico portato in Val di Paglia tramite il famoso scambiatore (costato venti miliardi di lire) alimentato dalla centrale PC2 di Piancastagnaio è servito ad alimentare una delle poche imprese create dal Progetto Amiata (ancor meno sono sopravvissute ai giorni nostri), la Floramiata Spa, che tra mille stenti non ha mai utilizzato più del 25-30% delle potenzialità fornite dallo scambiatore di cui sopra. Il restante 70% è andato perduto. Perché?
Sorte non molto diversa l’ha avuta l’ammodernamento viario, sempre previsto nel progetto Amiata. I lavori svolti in quegli anni, in direzione Chiusi si arenarono sulle prime rampe della Foce, in direzione Siena è meglio stendere un velo. Perché?
Il neo presidente della Provincia, Simone Bezzini, intervistato alla festa del PD a Siena, ha fatto riferimento a molte iniziative riguardanti la viabilità provinciale ma non ci sembra che abbia parlato di quelle riguardanti l’Amiata. Perché?
Sarà nostra cura tornare sull’argomento perché riteniamo che la questione delle infrastrutture viarie sia di prioritaria importanza per gli eroici operatori economici della montagna e per i cittadini tutti.
Costantino Vigni, dipartimento provinciale politiche ambientali dell’Italia dei Valori di Siena
Pierluigi Flori Coordinamento Provinciale di Siena Italia dei Valori.
Abbadia San Salvatore, 02/09/2009
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VIAREGGIO, 29/07/2009. L’Italia dei Valori della Provincia di Lucca rappresentato dal coordinamento donne, ha espresso solidarietà alle famiglie delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno scorso, aderendo alla manifestazione organizzata da “Assemblea 29 giugno” mercoledì scorso, a distanza di un mese dal tragico episodio. L’Italia dei Valori non crede alla fatalità ma attribuisce la responsabilità dell’accaduto ad un controllo sporadico e superficiale Per questo l’IDV chiede con forza maggiori garanzie sui controlli: saremmo tutti molto più tranquilli se la revisione, anziché su una scadenza a tempo si basasse sul chilometraggio effettivo del vagone e sul carico trasportato, cioè proprio sullo sforzo sostenuto dalla sua struttura. E’ sconcertante che la sicurezza, cioè la vita delle persone, sia affidata a delle semplici autocertificazioni. Il generale disservizio delle ferrovie è sotto gli occhi di tutti….Basta salire su un qualsiasi treno per rendersene conto. L’Italia dei Valori pertanto chiede sia fatta chiarezza sulle responsabilità relative a questa tragedia che rifiuta di considerare una “disgrazia”, e garantisce il pieno sostegno come forza politica a tutti i cittadini coinvolti in questo disastro.
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