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Lo scorso 8 settembre sono stati inaugurati gli impianti per l’abbattimento dell’arsenico a servizio dei comuni di Abbadia San Salvatore e Piancastagnaio. Fino all’entrata in funzione di tali impianti, infatti, l’acqua che riforniva quasi per intero le utenze dei due comuni conteneva una concentrazione di arsenico nettamente superiore ai limiti previsti dalla vigente normativa, tant’è che fu necessario un provvedimento specifico di deroga di tali limiti per poter continuare a rifornire i cittadini dei due paesi.
Dalle notizie fornite alla stampa dai tecnici dell’Acquedotto del Fiora Spa, società che gestisce il servizio idrico e che ha realizzato i due impianti, si rileva che questi abbattitori sono costati complessivamente 940000,00 euro. Un investimento consistente ma necessario per garantire la qualità del servizio e soprattutto per tutelare la salute dei cittadini della zona, per lungo tempo esposti ad un elemento inquinante molto pericoloso.
Sempre i tecnici dell’Acquedotto del Fiora Spa ci fanno sapere che: “La presenza dell’arsenico in queste acque è da ricollegare a più fattori che caratterizzano l’area: i giacimenti minerari con la presenza di solfuri di mercurio e arsenico, l’attività geotermica, la presenza di rocce vulcaniche.” Su questi fattori è necessario fare alcune riflessioni. Sulle cause relative all’attività vulcanica poco si può fare, appartengono alla storia, ed anche alla preistoria, dell’Amiata. L’attività geotermica no, è ancora ben presente e visibile all’occhio, ed a volte anche sensibile al naso.
La domanda che mi pongo è la seguente: i tecnici dell’Acquedotto del Fiora Spa hanno ben valutato l’importanza dell’impatto dell’attività geotermica sulle falde acquifere dell’Amiata? Giova ricordare che si discute in ambito scientifico sulle cause dell’abbassamento delle falde e non si esclude la responsabilità della geotermia, anzi.
Ma rimaniamo al tema: il gestore del servizio idrico si pone in contraddizione con il famoso studio dell’Università di Siena la quale, nel capitolo specifico sull’arsenico, escludeva qualsiasi possibilità di inquinamento delle acque di falda da parte dei fluidi geotermici. Chi ha ragione? Quanto eventualmente incide la geotermia sui tassi di arsenico nell’acqua potabile? La risposta a questa domanda è importante per due motivi: il primo, perché un eventuale ripensamento, non abbandono, dell’attività geotermica sull’Amiata (basse entalpie) potrebbe giovare anche alla qualità dell’acqua potabile; il secondo, perché una corresponsabilità della Geotermia su tale problema non potrebbe portare ad altro che ad un “risarcimento” per il danno causato da parte del gestore della geotermia in Amiata, almeno in termini di partecipazione alla spesa cospicua per la realizzazione dei due impianti di abbattimento e per il loro mantenimento.
A seguito di quanto reso noto, è doveroso da parte dell’Acquedotto del Fiora Spa far sapere alla cittadinanza dell’Amiata se l’Enel è stata chiamata in causa, anche perché da altre parti la Società di gestione dell’acquedotto non si preoccupa di battere cassa. Mi riferisco alla richiesta impopolare, ed in odore di illegittimità se rivolta ai vecchi utenti, dei 40 euro di cauzione per gli utenti non domiciliati.
Analoghe considerazioni devono essere fatte in relazione alla passata attività mineraria svoltasi in Amiata. Gli enti preposti alla dismissione delle attività minerarie ed alla bonifica dei luoghi (Eni?, Agip?) possono avere delle responsabilità, derivanti dalla passata attività mineraria, circa la presenza di arsenico nell’acqua potabile?
Vista la gravità della questione per la cittadinanza dell’Amiata, sia in termini di salute che economici, è doverosa una informazione precisa e completa da parte dell’Acquedotto del Fiora Spa.
Pierluigi Flori Coordinamento Provinciale Italia dei Valori di Siena
Costantino Vigni responsabile politiche Ambientali Italia dei Valori di Siena
12 settembre 2009 |
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Riportiamo uno stralcio dell’articolo pubblicato sul Cittadino online del 2 settembre 2009. Un ordine del giorno rivolto al Governo perché riveda le proprie politiche sulla scuola, che stanno provocando una riduzione di efficacia e di qualità del sistema scolastico. E’ quello che sarà presentato in occasione del prossimo consiglio provinciale, che si svolgerà mercoledì (9 settembre), dai gruppi consiliari del Partito democratico, dell’Italia dei Valori e di Sinistra e Liberta.
Le scelte di riforma della scuola operate dal governo produrranno guasti enormi al sistema scolastico. Ora a pochi giorni dall’apertura delle scuole è del tutto evidente la difficile realtà in cui si trova la scuola pubblica. Come maggioranza consiliare metteremo in campo tutti gli strumenti disponibili per difendere l’attività e la qualità delle scuole della Provincia senese, consapevoli che l’Amministrazione Provinciale è da sempre impegnata ad una politica formativa di qualità, come dimostrano, per esempio, gli investimenti fatti nelle strutture scolastiche.
Il ministro Gelmini, il governo e tutta la maggioranza hanno parlato di riforma, che non ci sarebbero stati ridimensionamenti, dell’importanza del grembiulino, del voto in condotta, dell’innovazione del maestro unico, dell’insegnamento del dialetto, di test attitudinali per gli insegnati. La realtà, oggi, con la quale fare i conti è quella dei tagli agli organici del personale docente e amministrativo, saranno 25mila i precari che ‘rimarranno a casa’; della riduzione delle risorse e della conseguente diminuzione dell’offerta formativa. Questo, nonostante sia cresciuta, anche nella nostra provincia, la domanda di tempi scolastici più lunghi, così come è aumentato il numero degli iscritti e degli alunni che hanno maggiori bisogni educativi.
I rischi legati alla disastrosa situazione finanziaria e organizzativa in cui versa la scuola: le famiglie potrebbero essere chiamate a contribuire alla spesa scolastica; si avranno classi con alunni più numerosi; meno insegnanti per i bambini che hanno bisogno di sostegno; riduzione delle ore e potrebbero esserci delle interruzioni nelle supplenze. Dalle sentenze dei ricorsi al Tar, alla Corte Costituzionale e alla Corte dei Conti, risulta chiaro che il Governo ha tagliato gli organici, stravolto l’assetto organizzativo e didattico della scuola primaria in palese violazione delle leggi, ‘sconfinando’ in aree di competenza delle Regioni, come nel caso del dimensionamento scolastico.
Riguardo alla perdita di posti di lavoro degli insegnanti e del personale Ata è paradossale che, nel mezzo di una grave crisi economica, in Italia il governo non solo sia immobile, ma concorra a distruggere posti di lavoro, in un settore essenziale come quello della scuola”.
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La cauzione di 40 euro per chi non ha la domiciliazione deve far riflettere sulla Gestione del Servizio Idrico e dell’ Acquedotto del Fiora S.P.A.La morosità non si fa pagare ai cittadini onesti, questo è il punto di partenza e dobbiamo riflettere su una gestione così fatta:
chi trae beneficio dalla privatizzazione del Servizio Idrico?
I cittadini o gli azionisti degli Enti di Gestione ?
Vogliamo esprimere tutte le nostre riserve sull’opportunità o meno di istituire un deposito cauzionale, in un momento di grandi difficoltà per i lavoratori e per il reddito delle famiglie, un deposito cauzionale che ormai non è più richiesto da alcun Gestore di servizio pubblico, la dove c’è concorrenza. L’Assemblea dei Sindaci dell’AATO 6 era legittimata a deliberare sulla cauzione e sugli eventuali aumenti tariffari, ma politicamente questa è una scelta non condivisibile. Privatizzare l’acqua senza concorrenza porta ad un risultato fallimentare, in quanto non offre scelta ai cittadini, i quali subiscono aumenti incontrollati delle tariffe, e come in questo caso cauzioni non giustificate, senza poter cambiare il proprio venditore d’acqua.
Occorreche gli Enti Locali si riapproprino del ruolo di governo e di controllo del funzionamento del Servizio Idrico Integrato, occorre prima di intervenire sulle tariffe rendere maggiormente efficiente tutto il ciclo delle acque, dalla sorgente alla depurazione finale ed in questo quadro in primo luogo occorre minor spreco della risorsa idrica, non solo per gli usi diversi da quelli potabili, è altresì necessario rendere maggiormente efficiente la rete distributiva recuperando quel 35/40% di acqua che esce dalle condotte.
L’altro rischio è quello di vedere il soggetto controllato, anche controllore di se stesso, in quanto l’Autorità di controllo assegnata ai comuni vede quest’ ultimi anche proprietari ed azionisti delle Società di Gestione.
Riteniamo, per le ragioni sopra illustrate, di dover aprire un confronto politico, serio, sulla necessità o meno di mantenere privato il Servizio Idrico Integrato, occorre che i cittadini tornino ad essere, attraverso i Comuni, i veri controllori del ciclo delle acque, come dovrebbe essere in una Democrazia compiuta.
Roberto Vulpo
Segreteria Provinciale Italia dei Valori di Siena.
Responsabile Enti Locali. |
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Domenica 26 Luglio al Castello di Murlo si è svolto nell’ambito della Festa Provinciale dell’IDV l’incontro sulla sanità.
Sono intervenuti la D.ssa Liliana Gradi, medico di Medicina Generale della provincia di Siena, il Dott. Pier Paolo Correale oncologo dell ‘Universita’ di Siena e la D.ssa Cristina Scaletti immunologa ed assessore del comune di Firenze.
La dott.ssa Gradi ha evidenziato il ruolo strategico delle cure primarie all’interno di un sistema sanitario, la sostenibilita’ economica ed il nuovo ruolo del medico di famiglia chiamato a gestire con la medicina di iniziativa, l’onda montante delle cronicita’ anche attraverso le forme di associazione medica e con strumenti nuovi, quali le cooperative mediche, le liste d’attesa, le criticita’ e le nuove delibere regionali .
II dott. Correale ha portato la sua esperienza negli USA, il confronto con la realta’ toscana, la necessita’ come oncologo di sperimentare nuovi farmaci e protocolli antitumorali le difficolta’ economiche ed organizzative della ricerca in Italia.
Infine la D.ssa Scaletti ha apportato il suo contributo appassionato per le problematiche della gestione clinica e la ricerca per le malattie rare che poi nel loro insieme determinano un notevole impatto sullo stato di salute della popolazione e che spesso risultano essere orfane di sperimentazione farmacologica.
Appassionati gli interventi dei partecipanti semplici cittadini/utenti o addetti ai lavori, a riprova che la Sanita’ è argomento di cuore e cervello di ogni singolo cittadino e che dal confronto/alleanza medico cittadino arrivano alla politica che ascolta problemi reali idee nuove e talvolta soluzioni adeguate.
Liliana GRADI |
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