La vita di Sakineh è simbolo di riscatto per tutte le donne
Scritto da Idv Donne
Martedì 07 Settembre 2010 10:26
Idv Donne Toscana dice no alla lapidazione di Sakineh Muhammadi Ashtiani, la donna di quarantatré anni e madre due figli condannata in Iran per una presunta relazione illecita e già costretta a subire, per ben due volte, la barbara pena di novantanove frustrate davanti ai propri figli. Nonostante l’ampissima mobilitazione internazionale, oggi è necessario continuare a sostenere nelle piazze e davanti alle massime autorità internazionali il diritto alla vita di questa povera donna, cui è stata estorta con la tortura una confessione televisiva e inflitta la condanna a morte per lapidazione. Per lapidazione!
Gravi rischi dietro l'emendamento sulla violenza di "lieve entità"
Scritto da Coordinamento Donne IDV di Massa Carrara
Giovedì 10 Giugno 2010 12:46
Riteniamo che l'emendamento al DDL Intercettazioni proposto dal PDL, detto anche "Tutela pedofili", nasconda gravi rischi e possa trasformarsi nel tempo, in un'arma nelle mani della difesa di chi è accusato di abusi sui minori. Partendo dalla non obbligatorietà dell'arresto in flagranza di reato per la violenza sessuale di "minore gravità", infatti, si aprirebbe facilmente la strada al concetto di "abuso lieve" in danno di minori.
Parità di generi. Diritti sostanziali e non solo anagrafici
Scritto da Coordinamento Regionale Idv Donne
Martedì 08 Giugno 2010 16:41
Il Coordinamento Donne esprime la propria ferma opposizione all'innalzamento dell'età pensionabile delle donne a 65 anni. La riforma annunciata dal Governo desta forte preoccupazione, non solo per l'insolita prontezza con la quale l'Esecutivo accetta la condanna della Corte di Giustizia Europea, a differenza di quanto accaduto con la sentenza che obbliga l'Italia a restituire le frequenze di Rete 4 a Italia 7. Viene così mascherato, con la scusa di adempiere agli obblighi comunitari, l'ennesima occasione di fare cassa. Fa riflettere, in particolare, la triste ironia che si cela dietro questa modifica alla manovra finanziaria: l'unica parità tra uomini e donne imposta per legge riguarda un onere come l'età pensionabile.
Sarebbe invece necessario presentare una manovra organica per equiparare le opportunità di lavoro tra uomini e donne e offrire maggiori servizi per coniugare gli impegni familiari con quelli lavorativi cui notoriamente sono chiamate le donne lavoratrici.
E' grave e preoccupante che si continuino a ignorare alcuni diritti fondamentali come la parità nell'accesso al lavoro, l'equiparazione degli stipendi e degli avanzamenti di carriera, per non parlare delle difficoltà d'accesso alle cariche dirigenziali, che ancora oggi segnano un solco profondo e irrisolto tra uomini e donne.
Il dibattito di questi giorni sul tema ci porta a fissare alcuni punti per chiarire al meglio la nostra posizione; come è d’obbligo per un partito come il nostro fondato su giustizia, uguaglianza e tutela dei più deboli, in caso di contrasti fra genitori il nostro primo pensiero va ai figli.
Questo del resto è lo spirito che anima la riforma del diritto di famiglia dal 1975.
Di fronte ai singoli interessi legittimi delle parti contendenti, la madre e il padre, la legislazione non può che essere dalla parte dei più deboli, dalle parte dei minori. A maggior ragione qualora vi siano fondati sospetti di abusi o violenze nei loro confronti da parte di uno dei genitori, non c’è e non può esserci una differenza di genere e la prevalenza di una figura genitoriale sull’altra ma deve obbligatoriamente esserci la tutela assoluta del soggetto debole.